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Variomondo
Proponiamo la lettera della Cooperativa Variomondo che illustra le loro attività e dove confluisce il ricavato delle vendite dei loro prodotti (artigianato, cioccolato, panettoni, uova…). Scarica il documento.


Make Fruit Fair: il perchè della campagna
Le grandi catene di supermercati e un numero ridotto di aziende ortofrutticole dominano il commercio della frutta tropicale in Europa. Abbiamo bisogno di una regolamentazione a livello europeo per evitare che vengano portate avanti pratiche commerciali ingiuste che sono causa di violazioni dei diritti umani per i lavoratori nei paesi produttori di frutta tropicale.
L’Unione Europea riconosce la reale estensione delle pratiche di commercio non eque. La Commissione le definisce “pratiche che deviano esageratamente dalla buona condotta commerciale, che sono contrarie alla buona fede e a giusti rapporti commerciali e che sono imposte in maniera unilaterale da un partner commerciale sugli altri”. Ciononostante la Commissione ha optato per una fase di valutazione, anziché stabilire regole vincolanti che possano prevenire realmente tali pratiche.
I supermercati continuano a spingere per misure su base volontaria, che non porterebbero di certo ad un trattamento equo e giusto lungo la catena di produzione.
Il 2015, Anno Europeo per lo Sviluppo, presenta un’opportunità chiave fondamentale per proteggere al meglio i produttori che vendono sul mercato europeo. L’Unione Europea si è impegnata per sostenere obiettivi di sviluppo in tutte le politiche che possono avere un impatto anche sui Paesi produttori di materie prime e in Via di Sviluppo del Sud del Mondo. Ma ogni beneficio che potrebbe venire dall’aiuto europeo allo sviluppo viene indebolito dall’impatto di queste violente pratiche di compravendita dei supermercati e delle grandi compagnie che operano in Europa. Esse spesso privano i produttori e i lavoratori del Sud del mondo della possibilità di una condivisione equa del valore del prodotto e dei profitti.

La fase di valutazione rispetto a questo genere di ingiuste pratiche di commercio finirà all’inizio del 2016, quando il commissario Bieńkowska dovrà decidere se proporre o meno regole più forti. La Commissione europea ha bisogno di contrastare le pratiche di commercio non eque all’interno della catena di distribuzione attraverso l’introduzione di norme vincolanti e applicabili, anziché supportando iniziative su base volontaria, come le potenti lobby commerciali propongono.
Le firme raccolte saranno portate all’attenzione del commissario all’inizio di novembre 2015. Ecco il testo della Petizione.

MAKE FRUIT FAIR è un consorzio globale di 19 partners provenienti dall’Unione Europea, Camerun, Colombia, Ecuador e Windward Islands. Per approfondire leggi qui.

AGGIORNAMENTO SULLA CAMPAGNA MAKE FRUIT FAIR Aprile 2016
Se hai firmato la petizione MAKE FRUIT FAIR per chiedere all'Unione Europea una maggiore tutela delle pratiche commerciali della frutta tropicale in difesa dei lavoratori delle piantagioni di frutta tropicale nel Sud del mondo, ecco un aggiornamento con due notizie: una buona ed una cattiva.
Quella buona è che grazie al tuo contributo sono state raggiunte 61.321 firme da tutta l'Unione Europea che sono state consegnate a novembre 2015 a Bruxelles.
Quella cattiva è che la Commissione Europea lo scorso 29 gennaio ha pubblicato un report in cui sostanzialmente non ha tenuto conto delle nostre richieste. Un'occasione persa per l'UE per schierarsi dalla parte delle diritti. Per saperne di più leggi qui
Ma organizzazioni partners di progetto non si scoraggiano e continueranno la loro mobilitazione per la frutta equa, il commercio giusto e il lavoro degno. 
GRAZIE per il tuo supporto, anche a nome dei lavoratori delle piantagioni!



 
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